Sull'insostenibile leggerezza dell'essere
22 settembre 2007
Negli ultimi giorni più di una persona mi ha chiesto consiglio su Milan Kundera. Il mio scrittore preferito. E che io abbia uno scrittore preferito (tra i miliardi che conosco/studio/leggo) non è cosa da poco per me. Ma il buon Milan (come l'ho definito oggi) è qualcosa di inimitabile, nel suo contesto ovviamente (non venitemi a dire che Dante era meglio....le mele non si paragonano alle pere!). E allora dopo che mi è stato predetto dalle suddette persone prima un futuro brillante da insegnante di letteratura (che culo..) e poi quello di recensionista, allora ho pensato bene di fare promozione culturale al mio Kundera su questo blog. E da che opera iniziare se non da "L'insostenibile leggerezza dell'essere?" tenendo conto che io non lo reputo necessariamente il suo capolavoro. Un libro semplice (mi è stato chiesto infatti se non fosse troppo filosofico) che parla di un uomo, di una donna (anzi di due uomini e due donne) e di un cane. Ma Kundera è come Vasco (ah ah ah adesso qualcuno mi sbranerà): parlando di cose normalissime ti tira fuori ragionamenti molto profondi e sì in un certo senso filosofici ma sempre attuali e mai pesanti. In cosa è come Vasco? Nella sensazione che ti dà leggere un suo passo e poi commentare "E' proprio quello che stavo pensando. Non avrei saputo dirlo meglio".

Ecco alcuni passi de "L'insostenibile leggere dell'essere"..tanto per gradire..tanto per invogliare chi non l'ha ancora fatto a leggerlo.

"Ma davvero la pesantezza è terribile e la leggerezza meravigliosa? [...] Quanto più il fardello è pesante, tanto più la nostra vita è vicina alla terra, tanto più è reale e autentica. Al contrario, l'assenza assoluta di un fardello fa sì che l'uomo diventi più leggero dell'aria, prenda il volo verso l'alto, si allontani dalla terra, dall'essere terreno, diventi solo a metà reale e i suoi movimenti siano tanto liberi quanto privi di significato. Che cosa dobbiamo scegliere allora? La pesantezza o la leggerezza?"

"Non esiste alcun modo di stabilire quale decisione sia la migliore, perché non esiste alcun termine di paragone. L'uomo vive ogni cosa subito per la prima volta, senza preparazioni. Come un attore che entra in scena senza aver mai provato. Ma che valore può avere la vita se la prima prova è già la vita stessa? [...] Quello che avviene soltanto una volta è come se non fosse mai avvenuto. Se l'uomo può vivere solo una vita, è come se non vivesse affatto."

"Ma non è invece giusto il contrario, che un avvenimento è tanto più significativo e privilegiato quanti più casi fortuiti intervengono a determinarlo? [...] Soltanto il caso ci parla. [...] Non certo la necessità, bensì il caso è pieno di magia. Se l'amore deve essere indimenticabile, fin dal primo istante devono posarsi su di esso le coincidenze come gli uccelli sulle spalle di Francesco d'Assisi."

"La vertigine è qualcosa di diverso dalla paura di cadere. La vertigine è la voce del vuoto sotto di noi che ci attira, che ci alletta, è il desiderio di cadere, dal quale ci difendiamo con paura."

"Per Sabina vivere nella verità, non mentire né a se stessi né agli altri, è possibile soltanto a condizione di vivere senza pubblico. Nell'istante in cui qualcuno assiste alle nostre azioni, volenti o nolenti, ci adattiamo agli occhi che ci osservano, e nulla di ciò che facciamo ha più verità. Avere un pubblico, pensare a un pubblico, significa vivere nella menzogna. Sabina disprezza la letteratura nella quale gli autori rivelano ogni piega intima di se stessi e dei loro amici. L'uomo che perde la propria intimità perde tutto, pensa tra sé Sabina. E l'uomo che se ne sbarazza di sua spontanea volontà è un mostro."

"Se si cerca l'infinito basta chiudere gli occhi"

"Sono sempre le stesse domande che passano per la testa di Tereza fin dall'infanzia. Perché le domande veramente serie sono solo quelle che possono essere formulate da un bambino. Solo le domande più ingenue sono veramente serie. Sono domande per le quali non esiste risposta. Una domanda per la quale non esiste risposta è una barriera oltre la quale non è possibile andare. In altri termini: sono proprio le domande per le quali non esiste risposta che segnano i limiti delle possibilità umane e tracciano i confini dell'esistenza umana."

"Chi abbandona il luogo dove vive non è felice"

"Ciò che l'io ha di unico si cela appunto in ciò che l'uomo ha di inimaginabile. Noi possiamo immaginarci solo ciò che nelle persone è uguale, ciò che è comune. L'io individuale è ciò che si differenzia dal generale, quindi ciò che non si può indonvinare o calcolare in precedenza, ciò che nell'altro si deve svelare, scoprire, conquistare."

"Subito all'inizio della Genesi è scritto che Dio creò l'uomo per affidargli il dominio sugli uccelli, i pesci e gli animali. Naturalmente la Genesi è stata redatta da un uomo, non da un cavallo. Non esiste alcuna certezza che Dio abbia affidato davvero all'uomo il dominio sulle altre creature. E' invece più probabile che l'uomo si sia inventato Dio per santificare il dominio che egli ha usurpato sulla mucca e sul cavallo. Sì, il diritto di uccidere un cervo o una mucca è l'unica cosa sulla quale l'intera umanità sia fraternamente concorde, anche nel corso delle guerre più sanguinose".

"Tutti abbiamo bisogno di qualcuno che ci guardi. A seconda del tipo di sguardo sotto il quale vogliamo vivere potremmo essere suddivisi in quattro categorie. La prima categoria desidera lo sguardo di un numero infinito di occhi anonimi: in altri termini desidera lo sguardo di un pubblico. [...] La seconda categoria è composta da quelli che per vivere hanno bisogno dello sguardo di molti occhi a loro conosciuti. Si tratta degli instancabili organizzatori di cocktail e di cene. [...] C'è poi la terza categoria, la categoria di quelli che hanno bisogno di essere davanti agli occhi della persona amata. La loro condizione è pericolosa: [...] una volta o l'altra gli occhi della persona amata si chiuderanno e nella sala ci sarà il buio. E c'è infine una quarta categoria, la più rara, quella di coloro che vivono sotto lo sguardo immaginario di persone assenti. Sono i sognatori."

"Il tempo umano non ruota in cerchio ma avanza veloce in linea retta. E' per questo che l'uomo non può essere felice, perché la felicità è desiderio di ripetizione. Sì la felicità è desiderio di ripetizione".

Etichette:

posted by Sisa at 14:49 | Permalink | 1 comments
spazio alla fantasia..
23 novembre 2006
"c'è un casello, in fondo allo sguardo. Un altro casello dove lasciare un ricordo. è questo il modo in cui sopravvivo al passato. Tecnica di smemorizzazione [...]. Prendere un ricordo da cancellare e depositarlo in un luogo anonimo, uguale a tanti altri, dove forse non ripasserai più e anche se ripassi non te ne accorgi perché è senza identità. Lasciare i ricordi accanti ai caselli autostradali" (da "In tempo per il cielo" di Gabriele Romagnoli, Mondadori, Milano, 1995)

libri da leggere nel prossimo millennio (cioè quando staccherò la testa da un qualsiasi esame)
"Un amore" di Dino Buzzati, 1963
"Male oscuro" di Giuseppe Berto, 1964
"Grande sera" di Giuseppe Pontiggia, 1989
"Tempesta" di Emilio Tadini, 1993
"Il gioco del rovescio" di Antonio Tabucchi, 1981
"In tempo per il cielo" di Gabriele Romagnoli, 1995
"Altri libertini" di Pier Vittorio Tondelli, 1980
e tutti quelli che non ho letto di Kundera.

potessi scegliere io cosa leggere in questo periodo.......sigh....

Etichette:

posted by Sisa at 19:38 | Permalink | 1 comments
Sì, forse dovrei
20 ottobre 2006
Oggi è un giorno piovoso. Che schifo. Un giorno in cui fa freschino, poi freddino, e poi freschino...ecccheccazzo decidiamoci!!! Oggi è un giorno, uno dei tanti ormai, che ti svegli e vorresti solo girarti nel letto. Oggi però, al contrario del lunedì e del martedì, la voglia di alzarsi dal letto viene spontanea quando penso che mi aspettano due ore di lezione di linguistica. lo so. mi riterrete pazza. eppure il mio è un grande amore. Oggi è un giorno in cui la metropolitana scioperava. ha ragione anche lei: i macchinisti scioperano ogni due per tre, perché lei non può farlo? Dunque oggi ha deciso che ci sarebbero stati dei rallentamenti 'a causa di problemi alla stazione di Pagano'. Pagàno..pàgano...sempre i soldi c'entrano negli scioperi. cmq sta di fatto che arrivo in orario, miracolo, a lezione. cioè in realtà aveva già dato la definizione di calco e me la sono persa ma confido di ritrovarla nel libro da 18.80 che ripete PRECISAMENTE tutto quello che il docente ci ha spiegato. che spesa utile. vedremo. Oggi è stato giorno di compravendita di libri..anzi in realtà solo 'compra'. E come al solito quando si va in Cuem al vecchio e liceale 'cambio dell'ora', salto tutta la fila che si protrae fino quasi all'ingresso e vado dritta dritta al bancone a chiedere i miei bei 4 libri per un totale di 86.10..quanto costa la cultura!!!! E mi domando e mi chiedo perché la gente sia così cretina da fare una fila monoposto lunga 5 metri. mistero. cmq al ritorno la metropolitana decide ancora di scioperare per 10 minuti a Pagano ma la lieta novella mi giunge in quel di De Angeli per cui scendo e prendo la 63 dritta dritta fino a casa del caro nonnino che oggi compie 82 anni. Auguri veloci e poi a casina a scrivere sul blog che oggi la mente lavora, miracolo, e scaturiscono parole. parole un po' vuote e stupide ora che le metto 'nero su bianco', solo che è difficile 'riportare' i pensieri che ho fatto da stamattina ad ora. il problema è che tutte le volte che la mente macina sono lontana da una qualsiasi rete informatica e da carta e penna. e purtroppo per il mio blog, ho scelto un mestiere (se dovessi farcela sempre..) che non mi permette di stare molto al computer. non temere blogghetino mio..sono sempre in tempo a fare la segretaria. non dei dentisti però che poi ti telefonano a casa alle 9 di sera che tu puoi dire solo 'Ma Paola...che ci fai ancora in ufficio??'.

cmq ieri e oggi mi sono dedicata alla lettura di un libro: 'Ci vediamo al bar Biturico'. Ormai, letti la maggior parte dei classici che volevo leggere (non tutti però), mi sto dando allo sperimentalismo che, come dice il 'caro' Bosisio, non è quasi mai una buona cosa. Esempio lampante questo libro, scritto da tale Paolo Doni, che in realtà è uno pseudonimo di un 'noto giornalista e scrittore italiano' che giustamente deve aver pensato che sarebbe stato meglio non prendersi il merito (?) di quest'"opera". Però, ci sono dei però. Superficialmente cos'è 'Ci vediamo al bar Biturico?'. un diario dei pensieri di una tredicenne ninfomane (o che vorrebbe esserlo) e di un 62enne un po' porco e pedofilo. Strutturalmente confusionario, la trama è parca e neanche troppo bene analizzata, sintatticamente siamo ai limiti dell'agrammaticità (a volte sfociandoci in pieno) e il messaggio pare inesistente. ma l'agrammaticità e la struttura confusa sono la rappresentazione del flusso di coscienza. quando si finisce questo libro si pensa 'vabbè dai vado avanti a scorrere parole con gli occhi sul giornale della metro'. però, c'è sempre un però. perché la Mondadori dovrebbe pubblicare un libro del genere, che io stessa avrei scritto meglio? Forse perché la tredicenne rappresenta il disagio, ma non per forza negativo, della prima adolescenza e la sua 'ninfomania' altro non è che l'ormai dilagante desiderio di una sessualità compelta già a quell'età, il suo odio per i genitori è lo scarto delle regole: insomma il ritratto della prima adolescenza che per chi non lo è mai stato o per chi non se lo ricorda più sembra assurdo. e invece no cari signori. quella è proprio l'adolescenza, parolaccia più, parolaccia meno. E Bruno? Un professore 'famoso' sessantaduenne che si avvilisce pensando al tempo che è passato, al fatto che le donne non lo cercano più e la sua 'pedofilia' nel cercare Giada (la tredicenne) altro non è che il desiderio di rinascere, di sentirsi vivo e non di 'violentarla', né di avere rapporti con lei (non solo questo perlomeno). Insomma il ritratto della prima senilità: quella in cui non si è ancora abituati all'essere vecchi e si cerca ancora in tutti i modi di restare aggrappati alla propria anima giovane. Il tutto farcito con riflessioni sul mondo, su alcune abitudini culturali, come quella di dare nomi ai bambini di oggi tipo Domitilla, o la stessa Giada che sarebbe una pietra o Christian con l'acca come se cambiasse qualcosa. Tutto questo per dire cosa? Non lo so. Forse per dire che le apparenze ingannano? Uhm sì può essere una morale valida per questa storia (la mia che leggo il libro, non quella del libro) ma si può andare anche oltre o non andare affatto. I libri distraggono, forse devo smetterla di cercarci dentro vie esistenziali a chissà quale verità. Sì, forse dovrei.

Etichette: ,

posted by Sisa at 12:24 | Permalink | 6 comments
post w.e.
25 settembre 2006
Here we are back from Berghem! (ovviamente Bergamo in inglese si dice così e non ammetto repliche!). Eh già perché ieri sera dopo la partita di Luca a Calolziocorte siamo andati direttamente a Serina da lui e poi a Berbenno da me a trovare la mia nipotina che mi sembra più grande ogni settimana che passa. Mah..Tra l'altro Calolzio è un lager più che una società sportiva: esistono multe per qualsiasi cosa. se uscite nel corridoio in ciabatte e quindi lo bagnate, se festeggiate in spogliatoio, se lasciate la roba per la fasciatura usata in giro..che io dico..quando la trovano cosa fanno? il test del dna per risalire al colpevole?? E poi non si poteva far riprese alle partite se non con previa autorizzazione di dirigenti/presidente...sticazz!!

Dopodiché pomeriggio all'Oriocenter..e per la prima volta devo dire di aver fatto un giro in un centro commerciale con un senso. Cioè avevamo alcune cose da comprare (Luca i jeans, io qualcosa per Giulia e magari un puzzle da fare insieme) e per la prima volta siamo entrati e usciti da negozi, provato cose e alla fine pure comprato..mentre di solito ormai nei centri commerciali ci si limita a passeggiare e guardare le vetrine come se si stesse camminando in Corso Vittorio Emanuele. E alla fine il risultato è stato un paio di jeans e una camicia per Luca, un coprispalle per me, un pupazzino della Trudi per Giulia ma niente puzzle....sigh!!

cmq devo dire che il w.e. è stato all'insegna del rilassamento e quindi anche mentale e devo dire che sono scaturite davvero poche riflessioni. per cui oggi post triste, triste nel senso che ho poco da dire. Anche perché stasera sono anche abbastanza stanchina..mi sono pure addormentata in macchina al ritorno. vabè..L'unico spunto è stato che in metropolitana venedì ho FINALMENTE finito Cent'anni di solitudine..ci ho messo un po' troppo a leggerlo. e questo è strano. ma è giusto così..nn è un libro da divorare. non è nemmeno un libro se vogliamo. è una finestra su Macondo (il villaggio narrato). e quando hai voglia di sentire cosa sta facendo Ursula o Aureliano, prendi, apri il libro e prosegui la lettura. tanto che alla fine ci rmani male che finisce..soprattutto perché capisci come il tempo passi e cancelli tutto, bello o brutto che sia..e ti mette tristezza. soprattutto ti fa incazzare fare il viaggio Bisceglie-Cernusco e finire il libro a Gioia..grrrr!!!

per il resto un paio di informazioni di servizio: ho messo il guestbook e come dice il sottotitolo, è per tutti quelli che quando leggono i post non sanno cosa dire (e questo è un punto in meno per me, lo so, ci lavorerò). per cui firmate numerosi..anche solo per dire ciao!!!!

detto questo..ok parte il sondaggio..devo scegliere un puzzle da appendere in camera 50x70 purtroppo obbligatoriamente orizzontale per questioni estetiche di simmetria. purtroppo perché altrimenti non avrei avuto dubbi: il
bacio di Hayez che però è verticale..grrrr.
se rimango sulla natura/arte sono indecisa tra:
-
la creazione di Adamo che però hanno già in camera i miei..
-
il sassolungo e il sassopiatto..forse non sono bellissimi come immagine ma ho passato la mia infanzia e camminare su e giù per quei sentieri e dal mio albergo avevo davanti queste due cime per cui ci sono abbastanza legata.
- oppure ho trovato questi due paesaggi molto carino di Sisley:
Toscana e Ponte a Villeneuve.
- infine questi due foto belle ma anonime:
Caraibi e Girasoli.

cosa mi consigliate??

Etichette: ,

posted by Sisa at 00:07 | Permalink | 3 comments